UNA DOPPIETTA DEL BOMBER PIEGA IL CATANIA. A SEGNO ANCHE MARQUINHO E GOMEZ. UN 4-0 CHE RILANCIA IL VERONA VERSO L’EUROPA E TONI VERSO IL MONDIALE
Il Verona è questo e molto oltre oggi al Bentegodi, mentre serve un pranzo avvelenato ai siciliani e li condanna, di fatto, alla B.
Gioca Iturbe, seppur allenatosi a singhiozzo in settimana. Accanto a lui Toni, con Marquinho esterno a sinistra. Donadel, altra bella prova, sta in mezzo affiancato dall’ottimo Sala e da Hallfredsson. Pillud conferma le sue qualità a destra. In mezzo Moras e Marques troneggiano, a sinistra c’è Albertazzi.
Partenza fulminante dell’Hellas. Rolin abbatte Iturbe lanciato sulla fascia e si becca il giallo. Marquinho su punizione dalla destra costringe Frison al tuffo in angolo. Poi, al 6’ Iturbe scappa via ancora lanciato da Donadel, entra in area, Frison para e Toni segna in tap-in. E’ un’azione simbolo della stagione del Verona. I due gioielli incantano e confezionano reti annichilendo l’avversario. Come a Bergamo, poi, è un Hellas che attacca finalmente dall’inizio, che non attende solamente per colpire in contropiede.
Certo, il Catania non è la Roma. I siciliani tentano con coraggio di metter fuori la testa, ma non c’è storia. Il Verona a destra è devastante e spinge, dopo il vantaggio, per chiudere presto i giochi. Iturbe a tratti zoppica ma non vuole uscire concedendo al pubblico di gustarselo nella penultima apparizione della stagione al Bentegodi.
Così, dopo che Leto mette paura (Rafael in corner) Luca Toni decide di chiudere davvero i conti. Lo fa grazie a Sala, che con una splendida azione a destra, dal fondo mette un pallone teso alla giusta altezza. Luca insacca di testa, fa il 2-0, arriva a 20 reti, esalta il Verona e punge Cesare Prandelli. Lo stadio invoca la sua convocazione in Nazionale. Una follia non portarselo in Brasile. Non vuole esagerare, Toni, e al 42’ calcia alto da un passo dopo un rimpallo. Nel frattempo Iturbe non ce la fa e viene sostituito da Gomez.
Poi Toni viene richiamato in panchina, entra Cacia. Luca non ci sta e protesta con Mandorlini: voleva segnare ancora, voleva superare Immobile, vuole andare al Mondiale. E ha ragione, il più grande realizzatore della storia del Verona in serie A.
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