Riflessioni dopo la disastrosa gara a Torino
Non ci sono alibi per la prova indegna offerta dai gialloblù agli occhi dei mille al seguito (che hanno cantato più dei 39 mila bianconeri costringendo anche la Rai a elogiare il grande sostegno dato alla propria squadra) e delle migliaia che hanno visto la tv.
Non ci sono assenze che tengano. La formazione Primavera, se ben istruita, poteva farsi più onore: perdendo, sì, ma combattendo, correndo, sputando sangue, tenendo alta la bandiera, cercando in tutti i modi di contenere i danni.
Alle prime difficoltà il Verona si è invece arreso: difesa colabrodo, centrocampo sempre in ritardo, attacco inconcludente. I nostri in un angolo a pigliare pugni aspettando il gong.
La storia del pallone è fatta anche di singole partite e ieri è stata scritta una pagina nera che rimarrà nelle più tristi memorie gialloblù.
Nemmeno, poi, come in altre occasioni, una dichiarazione ufficiale di scuse, che sarebbe più che opportuna, da parte di allenatore, calciatori e società.
I bla bla bla della serie quello che conta è il campionato, la Juve è troppo forte, ci sta di perdere, meglio evitarli.
Ieri, per chi conosce davvero Verona, è stata una delle serate peggiori della storia e maggiormente umilianti.
Mandorlini ha detto che domenica sarà un’altra partita. Speriamo di calcio vero, e non di tennis nauseantemente mollo.
ANDREA SPIAZZI
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