Finalmente il gran Verona. Cinque reti in un tempo. Doppiette di Cacia e Gomez, poi Martinho. Vince anche il Livorno, ma la A si avvicina

Ecco il gran Verona. Cinico e devastante. Quello che abbiamo sempre sostenuto su queste pagine già da prima che iniziasse la stagione, finalmente, seppur solo ora, si avvera: l’impressionante superiorità tecnica della truppa gialloblù nei confronti di qualsiasi altra squadra della B si trasforma in impietosa capacità di macinare gli avversari.

Il secondo tempo col Brescia e la gara di Ascoli sono un tutt’uno.

Pazienza, allora, se il Verona, pur potendo, non abbia già stravinto questo campionato. Quello che conta è di aver visto nelle Marche l’Hellas migliore, pronto ora ad acciuffare il sogno nelle ultime tre giornate.
Coordinato e spronato da Sean Sogliano in compagnia di Setti dalla panchina. Ermes Morini guarda il campo e poi si gira ad ascoltare i dettami del direttore.
Niente antichi balbettamenti, dunque. Niente paura di vincere, arretramenti, calcoli. In perfetto stile Sogliano. Mandorlini si lustra gli occhi dalla tribuna, il suo Verona al Del Duca è in buone mani e si “scopre”, addirittura, fortissimo.

Sia chiaro, di fronte non c’era il Bayern, ma una squadra a dir poco allo sbando, persino priva di segni vitali.
Perfetta l’interpretazione dei gialloblù, invece: nessuno sconto, si fa sul serio.

A sorpresa c’è Bacinovic davanti alla difesa, Jorginho a sinistra, Laner a destra, in avanti Cacia, Gomez e Martinho.
No match al Del Duca, è Verona show fin dai primi secondi di gara.
Cacia sfiora il vantaggio dopo due minuti, poi Maurantonio lo abbatte (cartellino giallo) e Daniele trasforma il rigore al 7’. Un paio di pericolose folate di Zaza illudono i bianconeri, poi Cacciatore la mette e Gomez insacca di testa al 13’: e due. Martinho vuole partecipare alla festa e scaraventa sulla traversa una bombarda dai trenta metri.
Hellas a testa bassa, arriva il tre. L’imbarazzante difesa dell’Ascoli permette a Cacia di sgusciare verso la porta, Prestia lo atterra in area e viene espulso. Dal dischetto va e segna Juanito. La regola interna è che lui e Daniele battono un rigore a testa, e i due la applicano alla perfezione. In 19 minuti i gialloblù chiudono la pratica ma mica la smettono di giocare.

Martinho soffia la palla a un buffo Conocchioli  e spara dentro: sono quattro al 30’. Non è abbastanza? E crepi l’avarizia. Minuto 40: Cacia taglia dentro, Gomez lo serve, morbido il pallonetto per il 5-0. Ardemagni raggiunto a quota 22.

All’Ascoli tocca pure di giocare la ripresa, che inizia con Cacia che lascia spazio a Cocco. Accade nulla, come prevedibile: la partita si trasforma in un allenamento con vista alla prossima gara e orecchie a Livorno, che vince col Vicenza.

Arriva la Pro Vercelli al Bentegodi, altra cenerentola del campionato, altra occasionissima per AvvicinArsi.

ANDREA SPIAZZI    

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