La leadership del ds per un Verona da promozione

Chi comanda nel Verona? Sempre più forte si fa sentire il carisma di Sean Sogliano. Il direttore sportivo, poco per volta, ha intuito le dinamiche che stanno dietro una piazza complicata come quella dell'Hellas. Rapporti, interessi, amicizie che si intrecciano attorno alla squadra e a chi ci lavora dentro.Il primo passo è questo.

Sogliano, figlio d'arte, dal padre Riccardo ha preso la capacità di muoversi senza fare troppo rumore. Eppure non vuol dire, questo, che non sia decisionista. Ha buoni consiglieri, anche, e la scelta di portare il Verona in ritiro anticipato, dopo la pessima figura di Empoli, è stata un'imbeccata che Sean ha fatto propria, e che ha spinto l'Hellas a ricompattarsi in un momento delicato.La strigliata negli spogliatoi del 27 dicembre ha tirato fuori il meglio dai giocatori.

Con il Modena non si è visto un Verona da mille e una notte, ma perlomeno un gruppo che sa come fare a vincere. La sosta sarà utile per sistemare il resto.Sogliano, più di chiunque altro, ha il polso della situazione. Più di un consulente, più di un suggeritore, il timone della nave lo tiene lui, con i suoi modi alla James Bond, tutto l'opposto di un James Tont qualsiasi.

Ora, il mercato. Non c'è da aspettarsi grosse operazioni: il Verona è già completo così. Ad ogni uscita corrisponderà un'entrata. L'Hellas è, come organico, la formazione più completa della B. Come gioco, non è così, e l'incongruenza di una rosa costruita con idee non sovrapposte a quelle dell'allenatore è stata scontata a sufficienza.

A pilotare il Verona verso la A, ancor di più, sarà la leadership del direttore sportivo. Che ha fatto, con il tecnico, anche da ombrello, proteggendolo senza doverlo dire, ma con i fatti. L'Hellas, adesso, è lo specchio di Sogliano. La corsa alla promozione è legata a doppio filo al suo temperamento, alle sue mosse. Una scommessa, questa, che Sean-Bond non perderà per nulla al mondo.

Matteo Fontana

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