Allenamenti allungati per ritrovare la condizione, il supporto del "Prof" Barbero, dietro alla ripresa del bomber
Nikola Kalinic ha dedicato alla propria famiglia il gol segnato al Crotone, ma ha allargato l'omaggio anche a se stesso.
Il centravanti del Verona l'ha fatto, come ha spiegato, per i sacrifici che ha affrontato per recuperare dall'infortunio riportato con il Sassuolo.
Dietro al rientro di "Kale" c'è il grande impegno in allenamento, la voglia di non mollare e di lottare. Al suo fianco, il "Prof" Paolo Barbero, preparatore atletico dell'Hellas che l'ha seguito passo dopo passo nel suo percorso.
Serve ricordare che Kalinic è arrivato al Verona dopo lunghe settimane a svolgere un programma personale, da solo, a Spalato, con l'Atletico Madrid che gli ha dato il nulla osta per restare in Croazia.
Completato il passaggio all'Hellas, l'attaccante doveva raggiungere la forma migliore. E la strada era quella, in effetti, finché Kalinic non si è fermato col Sassuolo, il 22 novembre.
Poi, 40 giorni fuori, a denti stretti, perché non c'era soltanto da ritornare dall'infortunio, ma anche da riprendere quella condizione che "Kale" stava raggiungendo prima di bloccarsi.
Ora Kalinic sta bene. Il gol con il Crotone è una spinta forte per lui. E la voglia di continuare così è tantissima, per dimostrare quanto grande sia il suo valore, per l'Hellas e per una Serie A in cui ha già messo a segno tanti gol tra Fiorentina, Milan, Roma e, dunque, Verona.
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