Toh, anche Luca Toni è umano. Nella serata in cui, centrando almeno una rete, avrebbe potuto regalare la vittoria al Verona e rincorrere o raggiungere Immobile in cima alla classifica dei cannonieri, il condottiero gialloblù si è inceppato. Già, è accaduto davvero, e Toni, per una volta, è tornato ad assumere sembianze umane. Quelle che […]

Toh, anche Luca Toni è umano. Nella serata in cui, centrando almeno una rete, avrebbe potuto regalare la vittoria al Verona e rincorrere o raggiungere Immobile in cima alla classifica dei cannonieri, il condottiero gialloblù si è inceppato.
Già, è accaduto davvero, e Toni, per una volta, è tornato ad assumere sembianze umane. Quelle che sinora non si erano ancora viste.
 
Sceso dall’Olimpo del pallone e venuto a Verona a miracol mostrare, Luca Toni ha pilotato l’Hellas, con i suoi 19 gol e i tanti assist, a potersi giocare un posto in Europa. Con la sua esperienza ha dato animo ai compagni in campo, ha contribuito a far crescere la sicurezza del club, ha offerto (assieme a Turbo) un nuovo totem da venerare ai malati di Hellas.
 
No Toni no party, quindi. Ma la festa ce l’hai già regalata, Luca, con una personale stagione da raccontare ai posteri. Questo è stato, è, e, si spera, sarà il tuo Verona. A prescindere.

ANDREA SPIAZZI

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