UNA DOPPIETTA DEL BOMBER PIEGA IL CATANIA. A SEGNO ANCHE MARQUINHO E GOMEZ. UN 4-0 CHE RILANCIA IL VERONA VERSO L’EUROPA E TONI VERSO IL MONDIALE

Magie da campioni. Iturbe e Toni stendono il Catania in 29 minuti, il popolo gialloblù si spella le mani e si lustra gli occhi. Non si finirebbe mai di ammirare i fuoriclasse dell’Hellas. I loro movimenti, la loro superiorità impressionante, la loro capacità di annichilire l’avversario, i loro gol. Di più, la loro voglia di condurre la squadra a giocarsela fino in fondo per un sogno chiamato Europa, e per Toni uno chiamato Mondiale.
Il Verona è questo e molto oltre oggi al Bentegodi, mentre serve un pranzo avvelenato ai siciliani e li condanna, di fatto, alla B.

Gioca Iturbe, seppur allenatosi a singhiozzo in settimana. Accanto a lui Toni, con Marquinho esterno a sinistra. Donadel, altra bella prova, sta in mezzo affiancato dall’ottimo Sala e da Hallfredsson. Pillud conferma le sue qualità a destra. In mezzo Moras e Marques troneggiano, a sinistra c’è Albertazzi.

Partenza fulminante dell’Hellas. Rolin abbatte Iturbe lanciato sulla fascia e si becca il giallo. Marquinho su punizione dalla destra costringe Frison al tuffo in angolo. Poi, al 6’ Iturbe scappa via ancora lanciato da Donadel, entra in area, Frison para e Toni segna in tap-in. E’ un’azione simbolo della stagione del Verona. I due gioielli incantano e confezionano reti annichilendo l’avversario. Come a Bergamo, poi, è un Hellas che attacca finalmente dall’inizio, che non attende solamente per colpire in contropiede.

Certo, il Catania non è la Roma. I siciliani tentano con coraggio di metter fuori la testa, ma non c’è storia. Il Verona a destra è devastante e spinge, dopo il vantaggio, per chiudere presto i giochi.  Iturbe a tratti zoppica ma non vuole uscire concedendo al pubblico di gustarselo nella penultima apparizione della stagione al Bentegodi.

Così, dopo che Leto mette paura (Rafael in corner) Luca Toni decide di chiudere davvero i conti. Lo fa grazie a Sala, che con una splendida azione a destra, dal fondo mette un pallone teso alla giusta altezza. Luca insacca di testa, fa il 2-0, arriva a 20 reti, esalta il Verona e punge Cesare Prandelli. Lo stadio invoca la sua convocazione in Nazionale. Una follia non portarselo in Brasile. Non vuole esagerare, Toni, e al 42’ calcia alto da un passo dopo un rimpallo. Nel frattempo Iturbe non ce la fa e viene sostituito da Gomez.
 

Il Catania, lento e quasi rassegnato, spera di arrivare negli spogliatoi così, però Marquinho spara una rasoiata al 45’ dalla sinistra sul palo opposto per il 3-0. L’Hellas chiude il match e si esalta, il Catania sprofonda.
 
Il secondo tempo inizia sotto la prevista e abbondante pioggia. Il Verona cala il ritmo, evidentemente sazio. Il Catania prova lentamente a salire e a ritrovare una ragione per giocare a pallone. Leto calcia centrale, la palla è scivolosa, Rafael para in due tempi al 12’. Marquinho, in contropiede ben impostato da Sala, sfiora il 4-0 in diagonale. Diluvia, i siciliani ci provano dal limite, l’Hellas danza e canta sotto la pioggia. Singing in the rain è la colonna sonora perfetta. Canta anche Gomez, al 29’, siglando il 4-0 con un bel sinistro dopo una papera difensiva del Catania.

Poi Toni viene richiamato in panchina, entra Cacia. Luca non ci sta e protesta con Mandorlini: voleva segnare ancora, voleva superare Immobile, vuole andare al Mondiale. E ha ragione, il più grande realizzatore della storia del Verona in serie A.
 

ANDREA SPIAZZI
 
 
 
 

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